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ANALISI DEL SANGUE

 

Il prelievo ematico per effettuare le analisi del sangue, così come avviene per noi umani, deve essere effettuato a digiuno, cioè devono essere trascorse almeno 8-12 ore dall’ultimo pasto, tempo necessario affinché il metabolismo del soggetto da esaminare raggiunga i livelli basali. È inoltre importante che le manipolazioni a cui viene sottoposto il cane siano tali da ridurre al minimo lo stress, che può influenzare anche notevolmente sia parametri ematologici sia parametri biochimici.
In laboratorio viene effettuato normalmente l’esame EMOCROMOCITOMETRICO (o emocromo) che consiste nel conteggio di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine; l’EMATOCRITO che consiste nel rilevare il rapporto tra la parte fluida del sangue e quella corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine); ed infine va considerata l’EMOGLOBINA responsabile del trasporto dell’ossigeno nei globuli rossi. Questi tre parametri: globuli rossi, emoglobina ed ematocrito vanno sempre in sincronia, infatti il loro aumento può far ipotizzare da una disidratazione del cane fino alla policitemia, ossia ad un’eccessiva viscosità del sangue. Al contrario, in caso di  riduzione dei valori possiamo trovarci in presenza di un’anemia che può avere diverse cause: emorragiche, parassitarie, tumorali, problemi renali, infiammazioni.
Un elevato numero di globuli bianchi invece può far pensare ad una leucocitosi, mentre un numero inferiore alla media ad una leucopenia, che può essere legata ad infiammazioni, infezioni o tumori.
Altro elemento importante sono le piastrine. La loro diminuzione comporta problemi nella coagulazione del sangue. Dall’analisi del sangue si possono dedurre  anche altre informazioni riguardo al funzionamento degli organi principali e quello delle ghiandole endocrine mediante i dosaggi ormonali.
Analizziamo i vari esami che ci aiutano a capire la funzionalità degli organi.
AZOTEMIA.
Serve ad identificare la concentrazione dell'azoto ureico che è l'ultimo prodotto del metabolismo delle proteine  eliminato tramite i reni. Quando si riscontrano livelli di azotemia elevati si pensa subito a problemi renali, ma le cause possono essere anche altre, come eccessiva disidratazione, intossicazione, malattie cardiache o emorragie intestinali. Livelli alti di azotemia si possono avere anche in caso di un’ostruzione delle vie urinarie, per rottura della vescica o lacerazione di un uretere o dell’uretra nel tratto pelvico.

BILIRUBINA
Deriva  dal catabolismo dell'emoglobina. I livelli serici di bilirubina s'innalzano in caso di problemi epatici o per  eccessiva distruzione di globuli rossi e questo può suggerire l'esistenza di una malattia emolitica.



CREATININA
Prodotto del metabolismo muscolare che nell’esame di laboratorio indica la capacità dei reni di filtrare. Ciò significa che conoscere i livelli sierici della creatinina costituisce un’informazione importante per valutare l’integrità dei reni e la loro capacità di filtrazione.

FOSFATASI ALCALINA.
E’ un enzima presente  soprattutto nel fegato e nelle ossa, ma si trova anche nella bile, nei reni e nell'intestino. Un forte  innalzamento dei livelli serici della fosfatasi alcalina si può avere in caso di ostruzione del dotto biliare ed in modo più lieve nel rimodellamento dell'osso e nella congestione epatica o setticemia, in quanto in caso di sepsi il fegato reagendo alla tossiemia aumenta la concentrazione di bilirubina .Si può avere un innalzamento della fosfatasi anche  in condizioni di stress e patologie endocrine quali l'ipercorticosurrenalismo o morbo di Cushing.

GLICEMIA.
Con questo esame si vede la concentrazione di glucosio nel sangue. Il tasso glicemico è indubbiamente influenzato dalla dieta, tuttavia un suo aumento può far pensare al diabete mellito  ma anche all’assunzione di determinati farmaci o a stati di stress ed altre malattie a carico del pancreas, tiroide (ipertiroidismo) e ghiandole surrenali (ipercorticosurrenalismo). Un calo di glucosio può derivare invece da un prolungato digiuno oppure da un tumore al pancreas. Nei soggetti diabetici l’ipoglicemia può anche derivare da un’eccessiva assunzione di insulina che provoca l’abbassamento del tasso glicemico.

TRANSAMINASI.
Sono degli enzimi presenti nelle cellule del fegato. In presenza di un danno epatico, le cellule del fegato si rompono e gli enzimi epatici si riversano nel sangue, ecco perché livelli elevati di transaminasi fanno pensare al necrosi epatica, neoplasia epatica, lipidosi epatica ed epatite.

PROTEINE TOTALI.
Generalmente le alterazioni dei valori delle proteine sieriche totali non sono specifiche ma dipendono dallo stato di nutrizione dell'animale e dalla funzionalità renale, epatica e pancreatica. Normalmente i valori risultano diminuiti in presenza di malassorbimento e di digiuno, mentre s'innalzano nella disidratazione grave, nelle infezioni ed in alcune forme tumorali. Vediamo ora il valore del tracciato elettroforetico delle


PROTEINE SIERICHE
Le proteine sieriche comprendono albumina e globuline.
I livelli di albumina diminuiscono in presenza di prolungato digiuno, nelle affezioni parassitarie e nella malattia da malassorbimento cronico, in caso di insufficienza epatica o di perdite renali. La perdita di albumina con le urine è l'indicatore più precoce e sensibile di danno renale, mentre risulta aumentato nella disidratazione grave. Le globuline si distinguono in alfa, beta e gamma. Si verificano livelli alterati di alfa e beta globuline negli stati infiammatori rispettivamente acuti (alfa-globuline) e cronici (beta-globuline).
Invece le gamma globuline aumentano in corso di infezioni, di parassitosi, mentre diminuiscono nella immunodeficienza.  

CALCIO
La calcemia indica la concentrazione del calcio nel sangue ed i livelli di calcio sierico sono influenzati dalla dieta, dai livelli degli ormoni endogeni e dai livelli delle proteine sieriche.
Quando i valori del calcio si innalzano si può pensare alla presenza di un tumore, ad un cattivo funzionamento delle ghiandole paratiroidi o alla eccessiva assunzione di vitamina D e alcune neoplasie come il linfoma. Quando invece i valori del calcio sono bassi si può pensare ad un disturbo del pancreas come nelle forme di malassorbimento, al rachitismo e ad una particolare affezione detta eclampsia puerperale che può colpire le mamme durante l'allattamento.

FOSFORO
La fosforemia sta ad indicare la concentrazione del fosforo nel sangue. Quando il suo valore è elevato questo può derivare da alterazioni a carico dei reni o per problemi delle ossa oltre che per alterazioni delle ghiandole paratiroidi.


SODIO
Si tratta di un catione presente nel liquido extracellulare e nell'osso. Detta anche natremia, la sua concentrazione nel sangue aumenta nei casi di disidratazione, cardiopatie, ipercorticosurrenalismo e malattie nervose. Al contrario l'iponatremia, ovvero bassi livelli sierici di sodio, si evidenza in presenza d'insufficienza renale, diabete mellito, diarrea prolungata, vomito, disidratazione e per assunzione di alcuni farmaci o iposurrenalismo (morbo di Addison).

POTASSIO:
Con il termine di potassiemia viene indicata la concentrazione del potassio nel sangue.
L'iperpotassiemia, ovvero elevati livelli sierici di potassio, possono essere causati da insufficienza renale, da stati di acidosi metabolica, disidratazione e da iposurrenalismo e possono determinare l'arresto cardiaco. Invece l'ipopotassiemia si verifica in presenza di gravi episodi di vomito e diarrea, nell'alcalosi metabolica ed ipersurrenalismo, inoltre con l'assunzione di determinati farmaci soprattutto cortisonici.

FERRO:
Il dosaggio del ferro è importante poiché la sua riduzione può esprimere una carenza vera (più frequente nei cuccioli o in seguito a perdite croniche di sangue) oppure uno stato infiammatorio cronico; quest'ultima condizione si verifica più di frequente nel cane.

AMILASI e LIPASI:
Gli indicatori della funzionalità pancreatica aumentano in caso di pancreatite per cause tossiche e infettive, nell'insufficienza renale e nelle gravi patologie gastrointestinali.

Accanto a questi screening di base, indispensabili per restringere il campo delle diagnosi più probabili, vi sono una serie di analisi più specifiche riguardanti la coagulazione, l'endocrinologia, la sierologia delle malattie, citologia e citoflurimetria, che consentono di ottenere informazioni definitive oltre che sulla diagnosi anche sulla prognosi dei nostri pazienti.

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